Personaggi.
SASSESI ILLUSTRI
Rocco Petrone:
nato ad Amsterdam di New York da genitori entrambi sassesi, direttore dell'operazione di lancio del John F. Kennedy Space Center, ha lavorato per la NASA entrando a far parte del quartier generale.
Francesco Antonio De Luca:
nato a Sasso nel 1812, divenne sacerdote, in seguito filologo e filosofo spiritualista, pubblicò un'opera dal tema “Saggio ontologico delle dottrine dell'Aquinate e del Vicoâ€. Di lui resta anche una grammatica latina.
Mariele Ventre:
nata a Bologna nel 1939, sassese per parte di madre, ha fondato e diretto il celeberrimo Coro dell'Antoniano. A lei ਠintitolato il teatro comunale.
Mimmo Beneventano:
nato a Petina (Sa), sassese per parte paterna, medico chirurgo presso l'ospedale S. Gennaro di Napoli, ha ricoperto la carica di consigliere comunale fino alla sua morte avvenuta per mano della camorra il 07 novembre 1980. A lui ਠstato dedicato un largo del paese.
Mons. Giuseppe De Luca:
nato a Sasso di Castalda il 24 aprile 1865 .
Suo intimo desiderio da sempre fu quello di farsi prete , ad orientarlo fu lo zio Don Antonio D'Elia che essendo parroco a Montevideo , lo fece studiare nel Seminario dell'Uruguay .
Costruì le fondamenta di una chiesa parrocchiale , una scuola , aprì un salone per il circolo cattolico operaio .
Fondò e moltiplicò fino ad una ventina le associazioni cattoliche ; eresse una casa canonica e creò un santuario , che oggi ਠil santuario nazionale del Verdun .
Nominato arciprete di Sasso di Castalda , fece restaurare la chiesa parrocchiale che volle intitolare alla Immacolata Concezione , la cappella della Pietà , organizzò la gioventù cattolica, favorì le opere di assistenza ai bisognosi .
L'aggravarsi del suo stato di salute lo spinse il primo aprile 1937 a rinunciare all'arcipretura . Morì il 22 maggio 1956 .
Don Giuseppe De Luca junior
Nacque a Sasso di Castalda nel 1898,rimase presto orfano di madre e per questo ricevette la prima educazione presso la nonna materna a Brienza, ove restò sino alla fine della quarta elementare.
Successivamente per volere dello zio Don D'Elia si iscrisse al seminario minore, ubicato in S. Apollinare, poi seguì il seminario maggiore sito in S.Pietro in Vincoli.
Durante tale formazione acquisì l'amore per i libri che cominciò a raccogliere e custodire nella sua ricca biblioteca.
Il suo amore per la cultura fu tale da non escludere nel suo grande progetto,ovvero Le Edizioni di Storia e Letteratura, nessun autore religioso e non, fu, infatti, l'unico sacerdote ad intrattenere rapporti con uomini politici del tempo.
Sottolineò, però, di essere interessato non alla politica, ma ai politici.
L'invito che rivolge a costoro ਠquello di tenere alta la bandiera della ricerca intellettuale invitandoli a farsi promotori e sostenitori di iniziative culturali tralasciando le barrire tipiche e caratteristiche di ogni ideologia.
Animatore della cultura del Novecento, scrisse per l'Osservatore romano e curò alcune pagine del noto giornale di Bottai: “Critica fascistaâ€.
Don Giuseppe non si interessò del Fascismo,bensì voleva che il fascismo si interessasse anche della dimensione culturale presente nella nostra Nazione.
Fu amico di Papini, Ungaretti, Prezzolini, Palmiro Togliatti . Con quest'ultimo, Don Giuseppe ebbe non pochi incontri, di certo non di interesse politico, ma volti a richiamare l'attenzione sullo stato culturale in cui versava l'Italia dell' epoca.
Nutrì interesse per la situazione del clero nei paesi dell'Est, memorabile fu il contributo che apportò a favore dell'avvicinamento tra URSS e Santa Sede.
Morì nel 1962 lasciando in tutti un gran ricordo non solo dal punto di vista editoriale, ma soprattutto umano: fu il prete romano che instaurò più rapporti di amicizia per richiamare a sà© più fonti da cui poi poter attingere.



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